Di seguito troverete le proposte, alternative rispetto all’azione del Governo
dell’Ulivo, che formulai nel corso della campagna elettorale del 2001.
Oggi, rieletto al Parlamento nelle fila della Casa delle Libertà, confermo
queste proposte e ne faccio il mio personale impegno verso i cittadini che mi
hanno accordato nuovamente la loro fiducia.
L’azione che quotidianamente svolgo al fine di dare concreta attuazione a detti
impegni la potrete trovare tra le pagine di questo sito.
...libertà per l’impresa
Il Governo dell’Ulivo - pur reggendosi il sistema economico sulla diffusione
ramificata della piccola e media impresa - ha riconosciuto vantaggi fiscali e,
quindi, competitività ai soli grandi agglomerati industriali e finanziari.
Sulle piccole e medie imprese è stato, per contro, scaricato - in questi anni -
l’onere del debito pubblico: ne è conferma l’introduzione dell’Irap.
Non solo: la sinistra ha cercato - in ogni modo - di ridurre l’orario di lavoro.
Contrariamente al comune pensare, detta iniziativa - se attuata - penalizzerebbe
la crescita dell’occupazione, facendo, invece, lievitare di oltre il 15 % il
costo del lavoro.
La Casa delle Libertà
propone:
• di premiare gli imprenditori che non portano a casa o all’estero gli utili, ma
li reinvestono nell’azienda, creando così un moltiplicatore di ricchezza;
• di modificare la disciplina del collocamento, privilegiando la flessibilità
del rapporto di lavoro (piena liberalizzazione dei contratti a termine, rilancio
dell’apprendistato);
• di abolire progressivamente l’Irap;
• di favorire la liquidazione dei crediti d’imposta dovuti dallo Stato;
• di eliminare la giungla normativa che costringe le imprese a sostenere costi
aggiuntivi, derivanti dall’obbligo di far fronte agli adempimenti pretesi.
...libertà in agricoltura
Il mondo agricolo non ha visto risolte, né affrontate, le questioni di fondo che
lo riguardano: la riforma della PAC è stata, ad esempio, pesantemente ostacolata
dall’inefficienza della pubblica amministrazione.
Analogamente i produttori di vino rischiano di perdere i contributi economici
della Comunità Europea a seguito dei ritardi negli adempimenti di parte
pubblica.
Anche in occasione del caso della BSE, la sinistra ha preferito rincorrere
l’obiettivo della visibilità di questo o quel Ministro, anziché attivarsi per
dare risposte concrete: il risultato fallimentare che ha colpito la filiera
delle carni è a tutti tristemente noto!
La Casa delle Libertà
propone:
• il rilancio della competitività delle imprese agricole, con conseguente
riduzione della fiscalità e degli oneri previdenziali;
• una più incisiva promozione dei prodotti agroalimentari che, attraverso la
valorizzazione della qualità, aiuti la crescita delle esportazioni;
• la realizzazione dell’anagrafe vitivinicola e bovina;
• la riforma, in sede comunitaria, della OCM latte prima del 2005-2006, sì da
superare il sistema delle quote;
• di modificare il regolamento, oltremodo farraginoso, che disciplina le
modalità di fornitura dei carburanti destinati all’agricoltura.
...libertà per i proprietari di casa
La tassazione sulla proprietà immobiliare appare - attualmente - convulsa,
disordinata e vessatoria: basti pensare a chi dà la casa in affitto che riversa,
all'erario nazionale e locale, il 50% del canone percepito.
Insomma, i proprietari sono stati trasformati in espropriati.
In tale contesto appare del tutto ingiustificata l'applicazione dell'I.C.I., la
cui determinazione è demandata alla voracità dei Comuni.
La diminuzione dell'aliquota I.C.I., promossa dalla Giunta di Centro-Destra del
Comune di Piacenza, rappresenta - infatti - un'apprezzabile eccezione, ma pur
sempre un’eccezione.
La Casa delle Libertà
propone:
• l'abolizione di ogni imposta o tassa comunale sulla casa (ICI, in testa);
• la sostituzione delle tasse e delle tariffe vigenti (ad esempio: per la
raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e il canone di depurazione)
con una tassa per i servizi comunali, dovuta sia dai residenti, sia da coloro
che risiedono o dimorano non occasionalmente nel perimetro amministrativo del
Comune;
• l'istituzione di una imposta locale unica sui redditi immobiliari (gravante
sulla rendita catastale o sul reddito effettivo, nel caso in cui superi la
rendita media ordinaria) con particolari agevolazioni per le unità immobiliari
adibite a dimora principale del proprietario;
• l'applicazione rigorosa dei principi sanciti dalla Cassazione in tema di
contributi pretesi dai Consorzi di Bonifica (il contributo sarà, quindi, dovuto
esclusivamente nel caso in cui l'immobile soggetto a contribuzione tragga dalle
attività del Consorzio uno specifico e diretto beneficio).
...libertà nell’artigianato
L’impresa artigiana ha subito, negli ultimi anni, il susseguirsi di leggi che
prevedono un’ingiustificata molteplicità di oneri fiscali, di adempimenti
burocratici e di vincoli di natura sindacale.
Al riguardo è sintomatica la tragicomica vicenda riguardante il differimento dei
termini di autoliquidazione dei premi dovuti all’INAIL.
Si evidenzia come la possibilità - recentemente concessa - alle imprese
artigiane di potersi costituire in forma di società a responsabilità limitata
pluripersonale, pur essendo di grande utilità, non è sufficiente a garantirne lo
sviluppo.
La Casa delle Libertà
propone:
• l’esenzione delle imprese artigiane dall’indiscriminato assoggettamento alla
normativa (art. 2, legge 108/90) che ha ingessato il mercato del lavoro,
privandole di quella connaturale e tipica flessibilità;
• di intervenire presso l’autorità per l’energia per impedire l’indiscriminato
aumento delle tariffe elettriche che penalizzano fortemente le imprese del
settore;
• sgravi fiscali - per tre anni - per le imprese che investono in nuovi assunti;
• il ripristino della detassazione per le nuove iniziative produttive, così come
indicato dalla normativa europea.
...libertà nel commercio
Il decreto legislativo voluto dal Ministro Bersani ha costituito l’ennesimo
schiaffo del Governo delle sinistre al settore.
Da una parte, infatti, il decreto ha omesso di dettare regole di qualificazione
e di più elevata professionalità per i commercianti.
Dall’altra - non essendo stati previsti limiti volti a definire un sistema
integrato tra grande distribuzione e commercio tradizionale - ha favorito una
perversa deregulation.
La conseguente chiusura di molti esercizi commerciali ha incrementato la
desertificazione dei centri storici delle Città e delle zone di montagna.
Quanto alla bozza di decreto riguardante le vendite sottocosto, il Governo delle
sinistre l’ha infarcita di inutili appesantimenti burocratici, alla faccia degli
obiettivi di semplificazione e di concorrenza.
La Casa delle Libertà
propone:
• la sospensione temporanea (per un periodo massimo di tre anni) delle
autorizzazioni da rilasciare alla grande distribuzione commerciale, al fine di
accertare i livelli di saturazione delle aree di utenza;
• un’incisiva azione legislativa sul piano fiscale e tributario che, attraverso
una riduzione mirata delle aliquote, favorisca lo sviluppo delle imprese
commerciali;
• la concessione di contributi a fondo perduto e di crediti - a tasso agevolato
- a quelle associazioni di vie o di quartiere, legalmente costituite, che
promuovano la riqualificazione degli esercizi commerciali;
• la modifica del decreto con cui il Presidente del Consiglio ha rideterminato
le tariffe dell’imposta comunale per la pubblicità ordinaria, facendone
lievitare l’onerosità.
...libertà per le professioni intellettuali
Il nulla di fatto che si è realizzato in materia di riforma delle libere
professioni è imputabile unicamente all’Ulivo che ha cercato - in ogni modo - di
varare “pezzi di riforma” contro i professionisti.
La Casa delle Libertà ha, in primo luogo, sventato il tentativo delle sinistre
di statalizzare le Casse di Previdenza e di Assistenza (togliendo ogni autonomia
alle stesse) e di trasferirne la gestione all’Inps.
Non solo, ma la ferma opposizione del Centro-Destra ha impedito - in ben due
occasioni - al Governo di stravolgere la disciplina delle categorie
professionali con veri e propri blitz. Ricordiamo, in proposito:
• il tentativo del Ministro Bersani d’imporre, con un regolamento ministeriale,
le società miste tra capitale e professionisti, nonostante i pareri negativi del
Consiglio di Stato;
• la proposta di sottrarre al Ministero della Giustizia il potere di vigilanza
sugli ordini professionali
La Casa delle Libertà
propone:
• di consentire la costituzione di società fra professionisti, escludendo
l’apporto di soci di puro capitale;
• di favorire il rinnovo degli ordini professionali, per renderli più aperti
alle nuove esigenze manifestate sia dai loro iscritti, sia da coloro che agli
stessi ricorrono.
• di prevedere che le professioni non regolamentate (alcune esistenti da tempo,
ma molte altre derivanti dallo sviluppo della new economy) possano organizzarsi
mediante la costituzione di associazioni non esclusive e non obbligatorie.
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