Camera

Question time al Senato; Mezzgiorno, ZES La Spezia, rispetto scadenza del PNRR

Data: 12/06/2025
Numero: 315
Soggetto: Senato della Repubblica

PRESIDENTE. La senatrice Ternullo ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01961 sullo stato di attuazione e l'impatto dei progetti del PNRR destinati alle Regioni del Mezzogiorno, per tre minuti. 

TERNULLO (FI-BP-PPE). Signora Presidente, gentile ministro Foti, circa il 40 per cento del PNRR per i territori è destinato a progetti delle Regioni del Mezzogiorno, con una percentuale superiore al peso del Sud in termini di popolazione (34 per cento) e di PIL (22 per cento). Il PNRR interviene in aree strategiche per le politiche di coesione con il Sud, come le infrastrutture (con investimenti di connettività a banda ultralarga, trasporti sostenibili ed alta velocità) e la transizione verde (con progetti per la gestione dei rifiuti, interventi per ridurre la dispersione idrica e per promuovere energie rinnovabili); esso interviene anche sulle strutture di prossimità della Sanità (quindi insieme a tutto ciò che già si sta facendo nelle varie Regioni, soprattutto quelle del Mezzogiorno), sull'istruzione (per migliorare l'efficienza e l'inclusione) e soprattutto anche per il rilancio del turismo. Queste iniziative, come tutti sappiamo, dovrebbero appunto incentivare l'occupazione e contrastare lo spopolamento di alcune aree del Mezzogiorno. Quindi, sia il PNRR sia tutti gli altri fondi europei rappresentano una seria opportunità di rafforzamento del tessuto produttivo locale in vaste aree delle Regioni interessate del Mezzogiorno. Le chiediamo, gentile ministro Foti, quale sia lo stato di attuazione del piano nazionale e quali gli impatti stimati sulla crescita occupazionale ed economica nelle Regioni del Mezzogiorno. 

PRESIDENTE. Il ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, onorevole Foti, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. 

FOTI, ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Signor Presidente, ringrazio il Gruppo parlamentare Forza Italia per l'interrogazione, che permette anche di dimostrare come in realtà in questo Governo tutti amino il proprio Paese al punto che fanno il proprio dovere e il proprio lavoro. Relativamente al PNRR faccio presente che attualmente i progetti finanziati sono oltre 296.000 (sono dati ReGis ad oggi); di questi, 135.000 (pari al 48 per cento) sono già stati conclusi, oltre 25.000 (pari al 10 per cento) sono in fase di conclusione e oltre 115.000 sono invece in corso, perché com'è noto il PNRR ha una scadenza che arriva al 31 agosto 2026. I progetti conclusi indubbiamente rappresentano una fetta importante sotto il profilo numerico, meno sotto il profilo della spesa, perché, com'è chiaro, prima di tutto finiscono e si concludono i progetti di minore intensità di spesa e poi quelli che hanno maggiori oneri di spesa. Debbo dire però che rispetto alla relazione semestrale presentata alle Camere il 31 marzo registriamo ad oggi un aumento di 26.000 progetti, con impegni e risorse impegnate pari a oltre 14,4 miliardi di euro; il che significa che siamo in presenza di un piano quantomeno in movimento. Aggiungo due considerazioni. Ad oggi abbiamo incassato 122 miliardi e, come correttamente si riferisce nell'interrogazione da parte del Gruppo Forza Italia, la spesa relativa è pari a 71,8 miliardi (oltre il 58 per cento dei fondi incassati). Vi è la previsione di rispettare un vincolo del 40 per cento delle risorse assegnate sotto il profilo delle risorse territorializzabili al Sud. Il dato che avete a disposizione si riferisce al periodo dal 2023 ad oggi, perché è contenuto nell'ultima relazione, ed è pari al 40,8 per cento. Vorrei però ricordare - questo mi sembra importante - che i dati del 2022 ci davano un 60,5 per cento imputato a progetti esistenti e un 39,5 per cento che riguardava non progetti, ma mere stime amministrative. Quindi si sta consolidando una progettualità in divenire, che riguarda il Sud e per la quale non si può non esprimere soddisfazione. Al riguardo, nel confermare l'impegno del Governo a mantenere il 40 per cento della spesa, voglio ricordare all'onorevole interrogante che, per quanto riguarda i fondi di coesione, che pure interessano il Sud, quella percentuale è dell'80 per cento. Anche sui fondi di coesione pensiamo che si debba realizzare una progettualità destinata a portare il Sud in una situazione decisamente migliore rispetto al passato, sotto il profilo strutturale e sotto il profilo dell'impiego delle risorse. Per citare alcuni dei progetti che interessano il Sud, mi permetto di dire che è stata conclusa la tratta est del Tirrenian Link, che è un corridoio elettrico strategico in fase di potenziamento e di conclusione. Si sono conclusi l'attività e i lavori relativi al Sa.Co.I.3, cioè il corridoio Sardegna-Corsica- Penisola italiana. Per quanto riguarda la connettività della banda ultra larga, sono stati conclusi tutti i lavori nelle 21 isole minori. Abbiamo realizzato, in questo periodo, la chiusura di 40 discariche abusive, con la relativa bonifica. Sono state riqualificate 10 stazioni ferroviarie nelle città del Sud. Penso pertanto di poter dire che vi è la dimostrazione effettiva che non vi è alcuna penalizzazione per le aree del Sud. Rivolgo soltanto un appello agli amministratori, perché rispettino i termini dei progetti. È chiaro infatti, dopo la decisione della Commissione europea del 4 giugno, che non vi sarà proroga oltre il 31 agosto 2026. Quindi l'appello che rivolgo è proprio quello di non mantenere solo la percentuale delle risorse assegnate territorializzabili, ma di fare anche in modo che siano effettivamente spese, in modo tale che dalle risorse assegnate si passi ai progetti conclusi. (Applausi). PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Ternullo, per due minuti. 

TERNULLO (FI-BP-PPE). Signor Presidente, signor ministro Foti, ovviamente la ringraziamo per la sua risposta puntuale. Sappiamo che le risorse economiche del PNRR hanno dimostrato di essere davvero fondamentali per sostenere progetti che riducono quel divario infrastrutturale e nei servizi che ancora esiste tra il Nord e il Sud. Nel 2024 comunque si è registrata una crescita economica leggermente superiore alla media nazionale. In Sicilia, per quanto mi riguarda, essendo la mia isola e il luogo dove vivo, il PNRR prevede investimenti per diversi miliardi di euro, con migliaia di progetti in tutta l'isola, in settori come la digitalizzazione e la scuola, quindi in tutte le varie missioni che sono segnate nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. L'augurio è che si possa poi proseguire con titoli pubblici comuni europei proprio per sostenere gli investimenti, com'è stato auspicato dal governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta. Speriamo, Ministro, in virtù anche del fatto che ha detto che dobbiamo rientrare nei termini della scadenza, e chiediamo che possibilmente qualche intervento possa essere… (Commenti). Non è possibile, lei mi sta dicendo. Comunque noi speravamo in questo. È stato abbastanza chiaro e quindi anche noi diciamo a tutti i nostri amministratori di rientrare nei termini il più possibile, ma siamo anche certi che lei saprà svolgere diligentemente e competentemente il suo lavoro per cui si saprà confrontare negli appositi tavoli europei. (Applausi). 

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PRESIDENTE. La senatrice Pucciarelli ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01967 sull'istituzione della zona logistica semplificata del porto e retroporto de La Spezia, per tre minuti.

PUCCIARELLI (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, signor Ministro, premesso che le zone logistiche semplificate (ZLS) costituiscono uno strumento strategico per favorire la competitività di aree geografiche connesse ai porti, alle aree retroportuali, alle piattaforme logistiche e interporti, attraverso semplificazioni amministrative e agevolazioni procedurali volte a incentivare nuovi investimenti, rilanciare l'occupazione e modernizzare le filiere logistiche, la ZLS denominata porto e retroporto de La Spezia è tra le più significative a livello nazionale per dimensione, articolazione territoriale e rilevanza interregionale poiché coinvolge oltre 490 ettari in Comuni liguri ed emiliani, con l'obiettivo di rafforzare il collegamento strategico tra il porto de La Spezia e la Pianura padana in un'ottica di integrazione logistica, sostenibilità e attrazione industriale. Il piano di sviluppo strategico della ZLS, redatto in coerenza con le finalità della norma istitutiva, è stato approvato dalla Regione Liguria nel 2024, successivamente aggiornato sulla base delle osservazioni ministeriali e trasmesso formalmente alla Presidenza del Consiglio e alle amministrazioni competenti. Considerato che, oltre a rafforzare e qualificare il tessuto imprenditoriale già esistente, valorizzandone le specificità e le potenzialità operative, la ZLS è concepita per attrarre nuove attività logistico-produttive che, insediandosi nelle aree comprese nel perimetro della zona, potranno sviluppare appieno la propria vocazione in stretto raccordo funzionale con le dinamiche operative degli scali portuali del sistema. La ZLS si configura dunque come un'infrastruttura economica integrata, capace di generare sinergie tra i territori già connessi sul piano fisico e infrastrutturale e accomunati da una naturale specializzazione logistica. Valutato infine che l'istituzione della ZLS avviene con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, si intende sapere quali siano i tempi previsti per l'adozione di determinato decreto. (Applausi). 

PRESIDENTE. Il ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, onorevole Foti, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. 

FOTI, ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Signora Presidente, ringrazio la senatrice Pucciarelli per la sua interrogazione, perché le zone logistiche semplificate indubbiamente sono una di quelle iniziative che possono fare la differenza nel nostro Paese. Tante volte abbiamo detto che l'Italia è la piattaforma logistica del Mediterraneo, ma se vogliamo che effettivamente dalle parole si passi ai fatti, occorre anche un processo infrastrutturale che sia serio, concreto e possibile. Mi è nota l'importanza del porto de La Spezia, anche perché è altresì noto il collegamento della mia area di provenienza con La Spezia. Debbo dire che oggi siamo sicuramente in una fase di avanzamento notevole. Lei sa meglio di me che vi era un problema per quanto riguarda il credito d'imposta a valere dal 2025; ho espresso parere favorevole affinché fossero allocati 80 milioni di euro proprio per le zone logistiche semplificate per credito d'imposta, perché è uno strumento per farle partire. Indubbiamente, vi è una fase dialettica nell'istituzione delle zone logistiche. Nel caso di specie, lei sa che con questa la Liguria avrebbe la seconda zona logistica, perché la prima è quella di Genova, come sa che, in linea di principio, le zone logistiche semplificate dovevano essere una per Regione; tuttavia, essendovi le ragioni per poter proseguire, debbo dire che ad oggi vi è stata un'interlocuzione abbastanza dettagliata, in ragione anche di una presentazione del progetto che è stato integrato in due occasioni; vi è stato un parere favorevole espresso nel mese di febbraio dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ma vi è stato anche un intervento da parte del Ministero dell'economia e delle finanze che in due occasioni (l'ultima il 20 maggio 2025) ha richiesto ulteriori chiarimenti. Il 9 giugno 2025, la Regione Liguria ha presentato tutte le risposte alle osservazioni che erano state formulate e il Dipartimento per le politiche di coesione, che è competente per materia, le sta esaminando; se saranno state recepite tutte le osservazioni che erano state fatte, posso garantirle che chi sta parlando proporrà al Presidente del Consiglio dei ministri, nei tempi più brevi possibili, l'adozione del relativo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, proprio affinché l'area in questione possa diventare una zona logistica semplificata e poi la Regione possa mandare i nominativi del comitato di indirizzo, affinché poi possa correttamente operare. (Applausi). 

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Pucciarelli, per due minuti. 

PUCCIARELLI (LSP-PSd'Az). Signora Presidente, signor Ministro, sono pienamente soddisfatta della sua risposta. Come già riportato nel testo dell'interrogazione, la zona logistica semplificata che ricade nel porto e retroporto della città di La Spezia, proprio per la sua estensione, articolazione territoriale e rilevanza interregionale è tra le più significative a livello nazionale, quindi c'è molta aspettativa nel territorio per la sua istituzione. Ricordiamo la funzione che hanno le zone logistiche semplificate, che rappresentano una leva strategica per il rilancio economico di un territorio, offrendo opportunità di crescita, occupazione e anche sviluppo sostenibile; consentono il rafforzamento delle infrastrutture esistenti, per migliorare l'accessibilità e l'efficienza del sistema logistico e sappiamo quanto l'efficienza sia importante per poter essere performanti in un sistema che, a causa anche dell'introduzione della tassa europea Emission Trading System (ETS), rischia di far affondare i nostri porti. Le caratteristiche delle zone logistiche semplificate sono la semplificazione amministrativa e l'integrazione dei porti, proprio per far rete in un sistema come quello dei porti. Per questo occorrono investimenti. Il tema dei crediti d'imposta, a cui lei ha fatto riferimento, è una di quelle possibilità concrete che vengono date a chi va a investire in quei territori. Grazie all'accoglimento di due emendamenti a mia prima firma, nella prima fase con scadenza novembre 2024, poi nel decreto milleproroghe a novembre 2025, si dà la possibilità di investire in queste zone a chi vuole farlo. Noi con questo diamo una risposta all'economia, all'occupazione e al rispetto dell'ambiente e lo facciamo con atti concreti e non con proclami, come qualcun altro invece è abituato a fare quando è all'opposizione, mentre quando amministra non è capace di soddisfare le vere richieste dei territori. (Applausi). 

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PRESIDENTE. Il senatore Scurria ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01965 sul rispetto della scadenza del 30 giugno 2026 per il completamento dei progetti inseriti nel PNRR, per tre minuti. 

SCURRIA (FdI). Signora Presidente, signor Ministro, proprio il 4 giugno scorso la Commissione europea ha adottato una sua comunicazione nella quale conferma la scadenza del 30 giugno 2026 per il completamento dei progetti del PNRR. All'interno di questa comunicazione ha invitato gli Stati membri anche a rivedere i loro piani per assicurare il raggiungimento degli obiettivi previsti, ovviamente in linea con la scadenza del 30 giugno, e ha anche offerto suggerimenti, aiuti e la possibilità di assicurare il proprio supporto come Commissione europea per questo processo. Le stesse fonti europee, come ci raccontano alcune agenzie di stampa italiane, hanno riconosciuto che l'Italia è uno degli Stati che hanno realizzato i progressi più significativi nell'attuazione del PNRR e che addirittura - sempre da fonti europee - è considerata uno dei casi di successo dell'intero Piano, avendo già completato le sei richieste di pagamento, avendo chiesto il pagamento della settima rata e sostenendo i livelli più elevati di investimenti pubblici. Le stesse agenzie ci dicono che gli investimenti finanziati sono stati quasi tutti avviati, i bandi sono stati pubblicati e i contratti sono stati assegnati. Alla luce di tutto questo, volevo sapere, signor Ministro, qual è la sua opinione in merito a quanto la Commissione ha comunicato e quali iniziative evidentemente ed eventualmente il Governo intenda attivare per assicurare il raggiungimento di tutti gli obiettivi entro la scadenza prevista. (Applausi). 

PRESIDENTE. Il ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, onorevole Foti, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. 

FOTI, ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Signora Presidente, ringrazio il senatore Scurria e tutto il Gruppo Fratelli d'Italia per l'interrogazione, ma soprattutto per un motivo, perché proprio oggi un quotidiano nazionale ha intitolato: «Così il PNRR cambia pelle nel silenzio assoluto della politica». Invece la politica parla di quanto la Commissione abbia deciso il 4 giugno, con una comunicazione, cui lei faceva riferimento, che non nasce per caso, ma nasce innanzitutto sulla base di dati che qualcuno vuol nascondere, ma in realtà vanno trasmessi. Ad oggi non sono stati richiesti 300 miliardi di euro di quelli stanziati e dei 7.000 obiettivi che erano fissati in tutta Europa per quanto riguarda il PNRR ne sono stati raggiunti 300. Perché ho citato questo? Solo partendo da questo dato si può comprendere la ragione per cui la Commissione europea abbia voluto innanzitutto ribadire un principio, cioè che non vi è derogabilità per quanto riguarda la realizzazione degli interventi. Entro il 31 agosto devono essere raggiunte tutte le milestone e i target; entro il 30 settembre 2026 debbono essere presentate le richieste relative all'ultima rata in ragione degli obiettivi raggiunti. Entro il 31 dicembre 2026, la Commissione, sulla base degli obiettivi effettivamente raggiunti, provvederà alla liquidazione della rata di competenza. A fronte di questa situazione, la Commissione ha indicato possibili linee per i Paesi, al fine di accelerare o comunque effettuare scelte, anche in riduzione rispetto agli obiettivi del PNRR, tant'è vero che vi è la proposta, che i Paesi devono valutare, di rafforzare le linee e le misure esistenti. Cosa significa questo? Che le misure che sono andate meglio e possono avere ancora assorbimento possono vedere trasferite su se stesse risorse che non vengono utilizzate. In secondo luogo, obiettivi che vengono dati per non possibili da raggiungere possono prevedere anche l'opzione di rinuncia, ovviamente - e correlativamente - con una riduzione delle relative risorse spettanti. Vi è poi la possibilità di utilizzare risorse nazionali o europee per concludere quelle parti di intervento, previste nel PNRR, per le quali la conclusione non può avvenire entro i termini previsti, cioè il 30 giugno. Infine, vi è la possibilità di utilizzare strumenti finanziari per sollecitare il capitale privato (poi ve ne sono anche altre, ma ho citato le più significative a mio avviso). In questo caso il vantaggio dell'utilizzo degli strumenti finanziari sta nel fatto che il termine per l'utilizzo di quei fondi non è legato alla scadenza del 30 giugno 2026. Ciò detto, penso di dover dire anche, in conclusione, che noi ovviamente stiamo analizzando, amministrazione per amministrazione, lo stato di attuazione reale delle misure del PNRR per capire se e quali modifiche poter apportare a quella che, evidentemente, non può essere che l'ultima occasione per definire un quadro diverso dall'attuale. Voglio però anche dire che ad oggi, a fronte delle critiche che vengono quotidianamente elevate, le milestone e i target raggiunti dall'Italia sono pari al 54 per cento a fronte di una media europea pari al 36 per cento; i 140 miliardi ad oggi ricevuti dall'Italia - dico oggi perché è prossima la liquidazione della settima rata - sono pari al 72 per cento della dotazione finanziaria del Piano italiano, quando la media europea è pari al 48 per cento. Aggiungo che all'Italia sono stati assegnati 194,4 miliardi e sottolineo che sono stati assegnati perché vengono erogati dall'Unione europea quando gli obiettivi sono raggiunti, quindi non è vero che l'Italia ha avuto 194,4 miliardi, ma le sono stati assegnati: è un po' come se qualcuno pretendesse di dire che le sono stati assegnati tutti i punti delle partite di un campionato di calcio, ma in realtà i punti vengono dati non quando assegnati, ma se si vincono o meno le partite, che è ciò che serve per le classifiche. Posso anche dire che ad oggi le procedure attivate sono pari a 187,7 miliardi, che corrispondono al 96,6 per cento della dotazione finanziaria del Piano; gli impegni sono pari ad oltre 173 miliardi e cioè all'89 per cento. Dobbiamo conseguire, tra ottava, nona e decima rata, esattamente 284 obiettivi, che saranno indubbiamente una sfida importante. Proprio in relazione a questa sfida, prendiamo la comunicazione della Commissione europea come base per valutare se e come intervenire sulle singole misure attualmente presenti nel Piano, che potrebbe essere anche ridimensionato se seguissimo una delle opzioni della Commissione europea; l'obiettivo di fondo, però, è quello di mantenere inalterata l'ambizione del Piano, così com'è stato pensato e così com'è all'attenzione di tutti. (Applausi). 

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Scurria, per due minuti. 

SCURRIA (FdI). Signor Ministro, la ringrazio davvero per questa risposta. Lei era già venuto in quest'Aula, come alla Camera, a raccontare qual era stato il progresso del PNRR. Devo dire che, malgrado quell'intervento, si continua ogni tanto a leggere su alcuni giornali e soprattutto a sentir riportare nel Paese cifre di un pessimismo cosmico e foriere di una sventura totale. È invece molto bello ascoltare le cifre - i numeri non mentono - e soprattutto ricordare come le stesse fonti europee hanno descritto l'Italia come uno dei casi di successo del PNRR. È per questo che anche come Gruppo Fratelli d'Italia le abbiamo rivolto quest'interrogazione, perché è importante che anche i cittadini che ci ascoltano in diretta televisiva possano capire quali sono l'efficienza e l'efficacia di questo Governo e del suo Ministero per portare a casa tutto il pacchetto. Come lei ha sottolineato, puntiamo a spendere fino all'ultimo centesimo e laddove questo, per motivi che alcune volte abbiamo già dichiarato in quest'Aula, non sarà possibile, perché il Piano è stato scritto con obiettivi definiti eccessivi da alcuni – non da noi – che si possono anche rivedere, ma non si possono perdere risorse e soprattutto possibilità di raggiungere quegli obiettivi anche grazie a fondi nazionali e ad altri fondi europei. Pertanto, la ringrazio, signor Ministro. Era importante che l'Italia sapesse che siamo un caso di successo in tutta Europa. (Applausi). 

PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata (question time) all'ordine del giorno è così esaurito.

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TommasoFoti
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