Camera

Question time alla Camera; aree interne e contrasto allo spopolamento

Data: 09/07/2025
Numero: 507
Soggetto: Camera dei Deputati

(Ulteriori iniziative volte a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni delle aree interne, nel quadro della relativa Strategia nazionale, nonché a contrastare il processo di spopolamento in tali territori - n. 3-02081) 

PRESIDENTE. La deputata Gardini ha facoltà di illustrare l'interrogazione Bignami ed altri n. 3-02081 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmataria. 

ELISABETTA GARDINI (FDI). Grazie, Presidente. Signor Ministro, la Strategia nazionale per le aree interne è lo strumento chiave per riportare servizi e lavoro nei comuni più lontani dai grandi centri. Il piano è stato approvato - lo ricordo - all'unanimità da una cabina di regia composta da regioni, province, comuni e comunità montane. Nonostante questo, l'opposizione ha estrapolato una frase sullo spopolamento irreversibile, presa da un vecchio studio CNEL, proprio per attaccare il Governo. Ora, sulla scorta dell'esperienza della precedente programmazione 2014-2020 - che di fatto non si è mai conclusa, perché su 1.200 milioni di euro, ad oggi ne sono stati spesi soltanto 450 -, oggi finalmente, nel ciclo 2021 -2027, è cambiata l'impostazione: maggiore responsabilità alle regioni e soprattutto, in ogni area, un ente capofila che segue tempi e risultati. Le chiediamo, signor Ministro, quali ulteriori iniziative intenda avviare per migliorare la qualità della vita in queste comunità e invertire quel processo di spopolamento mai considerato irreversibile da questo Esecutivo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). 

PRESIDENTE. Il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, ha facoltà di rispondere. 

TOMMASO FOTI, Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Grazie, signor Presidente. Onorevole Gardini, grazie per la sua interrogazione, grazie al presidente Bignami, al gruppo di Fratelli d'Italia. A dire il vero, vede onorevole Gardini, sarebbe sufficiente che, prima di criticare, si leggesse: capire, com'è noto, non è obbligatorio. Si sarebbero evitate brutte figure perché, a pagina 37 del piano (è il capitolo 2), è scritto testualmente: "A tale scopo nel Piano, nei paragrafi a seguire" - quindi, per chi sa contare, dopo il capitolo 2, ci sono i paragrafi 2.1, 2.2, 2.3: è così che funziona - "vengono presentati degli studi predisposti dal CNEL e dal CENSIS, che permettono di classificare le aree sulla base di "obiettivi demografici" (Studio CNEL) e sulla base della struttura demografica, delle dinamiche economiche, delle infrastrutture, dei servizi essenziali presenti (Studio CENSIS)". Ma poiché è noto che la demagogia regna sovrana, a pagina 45 si fa finta di non sapere che è sempre lo studio del CNEL che viene appunto - come correttamente detto - rappresentato a seguire. Peccato che chi evidentemente ha letto solo questa pagina, non sia andato avanti a sfogliare, perché se avesse sfogliato anche le altre pagine, proprio nel capitolo 2.3, avrebbe trovato un'affermazione che sicuramente dovrebbe anche questa sollevare polemiche, perché lo studio del Censis classifica, a pagina 48, il quarto gruppo di aree come "povertà dietro l'angolo", ma evidentemente, essendosi fermati a pagina 45, non sanno che c'è anche questo studio del Censis. In conclusione, il Governo ha approvato questo Piano, come lei ha detto, non in una riunione del Consiglio dei ministri, ma in una cabina di regia a cui partecipavano tutti i soggetti istituzionali. Se questo è l'argomento di polemica, annuncio che convocherò la cabina di regia per chiedere a tutti i soggetti istituzionali, regioni, province, comuni, comunità montane e associazioni di comuni, di stralciare questi due paragrafi, sostituendo soltanto due frasi che negli allegati figurano, l'allegato dello studio del Censis e l'allegato dello studio del CNEL, proprio perché la documentazione non dovrebbe essere un reato, ma dovrebbe essere uno strumento informativo. Quanto alle iniziative, posso assicurare che, in compenso, in questo progetto vi è il raddoppio del numero delle aree interne, il raddoppio del numero della popolazione interessata dagli interventi delle aree interne, perché ovviamente siamo a metà del numero complessivo dei comuni delle aree interne, e posso assicurare che, scacco matto, vi sarà anche una misura che sicuramente metterà a tacere coloro i quali impropriamente hanno parlato (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). 

PRESIDENTE. L'onorevole Trancassini ha facoltà di replicare. 

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Grazie, signor Ministro. Ovviamente, siamo soddisfatti dalla sua risposta. Lei ha detto: "bastava leggere le carte". Ma capisce che i nostri avversari sono più bravi nel gioco delle tre carte, come unico strumento per poter controbattere al Governo Meloni. Disonesti intellettualmente, come lei ha ampiamente dimostrato, ma anche smemorati perché lei ricorderà, signor Ministro, che nella passata legislatura quel manipolo di deputati, quei 30 deputati di Fratelli d'Italia si batterono perché il "Conte 2" si era dimenticato delle aree interne nel PNRR, non vi era traccia alcuna delle aree interne. Fu soltanto grazie ai nostri emendamenti e a un ostruzionismo che facemmo in Aula che si ebbero appunto un po' di queste risorse all'interno del Piano nazionale. Ma l'aspetto che, secondo me, vale anche la pena di sottolineare, è il cambio di passo rispetto alle aree interne, perché la cabina di regia ma anche il Piano strategico nazionale delle aree interne sono proprio la volontà e la capacità di calare nei territori i soldi e fare in modo che la messa a terra sia quanto più efficace possibile, perché i territori sono diversi l'uno dall'altro, perché c'è bisogno di una vera e propria politica sartoriale per cercare di dare quelle risposte che i nostri territori - chi viene dalle aree interne lo sa - non hanno mai avuto. Vede, c'è una cosa per la quale voglio ringraziare lei e il Governo Meloni, e prendo questa occasione per farlo, perché noi siamo finalmente usciti dalla logica dei numeri. La logica dei numeri ha smontato, pezzo a pezzo, le nostre aree interne e le ha ridotte nello stato in cui oggi le troviamo. Oggi, rispetto alla logica dei numeri è arrivata la logica delle identità, la logica delle appartenenze, la logica della tradizione, cioè la consapevolezza che ogni più piccola area interna è un tesoro e ha tantissimo da raccontare. Quindi, siamo molto, molto ottimisti per il risolvimento della problematica delle aree interne (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). 

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

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TommasoFoti
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