L'Unione delle comunità montane: quel giudizio riguarda le aree in crisi del centro-sud
Lo spopolamento delle aree interne non è irreversibile e in base all'entità dell'investimento economico dal 2026 al 2034 è possibile azzerare il discusso quarto punto contenuto nel Psnai (Piano strategico nazionale per le aree interne), il documento firmato dal ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti. Questa, in estrema sintesi, la posizione espressa dall'Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani), che invita a placare le polemiche attorno al paragrafo dello «spopolamento irreversibile». L'espressione, presente nel Psnai, è legata al quarto cluster, quello delle aree interne più in difficoltà e localizzate prevalentemente al centro-sud. Per queste aree (si può ancora leggere nella copia del documento disponibile online) si parla di «un piano mirato che le possa assistere in un percorso di cronicizzato declino e invecchiamento». Uncem definisce «sterili» le polemiche contro il ministro Foti e afferma che il paragrafo oggetto delle discussioni «è già stato eliminato per il bene del Paese». L'Unione, inoltre, invita a guardare avanti. « No alle polemiche sulle frasi dei piani. Non servono. Come non servono demagogia e ideologie – dicono Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, e Luigi Fasciani, Vicepresidente vicario nazionale Uncem –. Ma per stralciarlo davvero quel paragrafo, azzerare quel punto, occorre sciogliere un nodo importante. Ovvero, quanto investiremo in termini di milioni e miliardi di euro sulle aree interne e montane dal 2026 al 2034, in questa e nella nuova Programmazione comunitaria, andando oltre le 73 più 43 aree interne sperimentali, unendo Snai a Strategia delle Green Community a Strategia per la Montagna, favorendo gli investimenti pubblici e per le imprese, evitando che le strategie siano solo per il Mezzogiorno, e che le sperequazioni territoriali siano viste solo tra nord e sud del Paese, individuando strumenti per la riorganizzazione istituzionale, la governance e il lavoro insieme dei Comuni, favorendo la managerialità negli Enti locali che condividono funzioni e servizi sulla stessa valle e sull'ambito territoriale ottimale, modificando norme nazionali in particolare su scuole e sanità che permettano di potenziare servizi pubblici decisivi». L'auspicio, poi, è la creazione di un documento analogo all'Agenda Urbana. « Il ministro Foti e il vicepresidente della Commissione Ue, Fitto – continuano i vertici di Uncem – possono individuare finalmente una Agenda europea e nazionale per la montagne e per le aree interne. Solo così evitiamo lo spopolamento».
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