IL FOGLIO
20 GEN 2026 – pagina 1-8 / foglio 1
Il bazooka di Foti
Dice il ministro: "I controdazi sono un suicidio. No a crociate Ue contro Trump. Al Polo Milano ruppe Nato"
Roma. Parla il ministro dell'arma, la chioccia di governo di FdI per gli affari europei, Prr e Coesione, Tommaso Foti. Ministro, lo dicevano a voce alta ed ecco il dato: Trump ha sbagliato a lanciare sui dazi, ma Groenlandia è una questione da affrontare in sede Nato. I controdazi Ue contro Trump? "Sarebbero un suicidio. Non accendiamo l'ennesimo fronte. Il nostro compito è evitare la guerra commerciale, scongiurata se i mercati. Non inviare truppe in Groenlandia, come ha scelto il suo governo, da qui a tre settimane". "È da evitare inutili escalation". "Ho l'impressione che l'Europa usa la narrativa sbagliata: dimostrare in maniera scenografica la sua presenza sul modello Croazia. È un errore".
Il bazooka di Foti
Parla il ministro: "I controdazi? Un suicidio. Board Gaza? Un biglietto per stare con i grandi"
Caro Foti, lei si sente un "vassallo" di Trump? "Mi sento un ministro del governo Meloni, un governo che ha una posizione molto seria. L'invio dei soldati in Groenlandia da parte dei paesi europei non aveva come scopo quello di minacciare l'America ma c'è stato un difetto di comunicazione ed è passato come tale. Serve realismo". Non crede che serva invece il "bazooka" contro Trump, il "predatore"? "A costare alla guerra dei dazi e le misure sarebbero dannose da entrambe le parti". Conversando con Foti su Groenlandia, Ue, sicurezza, anche referendum. Gli chiediamo, ministro: ma lei manderà i nostri militari al Polo? Foti: "Innanzitutto, ricordiamo che la Groenlandia non è un paese della Ue ma la sua sicurezza è un tema che riguarda le risorse dell'occidente. Le sue risorse sono strategiche per tutta la nostra industria: americana ed europea. L'America si pone come garante dell'Artico e lo fa perché teme atti ostili da parte di Cina e Russia". Ministro, sta dicendo che l'America sta pensando a Germania non si è mossa? "Si doveva risolvere una situazione meglio". E quella che ha indicato Meloni si poteva usare un contingente Nato. Io la penso come il ministro Crosetto. Ma sembra che l'Europa, dopo aver giocato un ruolo secondario tra Ucraina e Medio Oriente, voglia adesso dimostrare la sua attività diplomatica. Le truppe spedite in Groenlandia mi sembrano crociate che non servono a evitare la tempesta". Non è anche questa una "deterrenza", come l'ha definita in conferenza stampa Meloni? Foti replica, lento e convinto: "Dobbiamo essere sinceri. L'Europa ha sempre avuto nell'America il suo naturale alleato e non si può pensare che non sia più così. Abbiamo sempre cercato con ogni presidente americano la misura del dialogo, una misura difficile da trovare. Il lavoro di Meloni è sempre stato cercare quella misura. Non possiamo fare gli incendiari". L'opposizione dice: è Schleini, irrimediabile? "Lo dico per scelta: non forzare la domanda. I nostri interlocutori nella scena internazionale hanno una sola domanda: Ho l'impressione che la nostra opposizione non sarebbe capace di tenere un caffè. Mi piacerebbe che spiegasse ai nostri amici come mai il governo abbia deciso di stare al fianco di chi sta dando garanzie di sicurezza. Foti non teme che l'Italia sia in una posizione di vassallaggio? "Perché siete affascinati dalla parola vassallo? Perché l'Europa si pone come una potenza morale invece che militare?". In conclusione, ministro, torniamo a Gaza: Board Gaza? "Un biglietto per stare con i grandi. Ministro, l'Italia deve pagare il biglietto d'ingresso?". Risposta: "È un errore strategico. Non possiamo non essere dentro perché la ricostruzione ci sarà un fondo interesse per le nostre aziende. Dobbiamo essere dalla parte di chi sono tutti i grandi. Ovviamente dobbiamo stare all'estero e utilizzare ogni azione diplomatica. Se la regola è quella, va valutata". Passiamo a parlare di Vannacci e del suo segretario, non voterà lui e l'Europa? "La risposta al vicesegretario l'hanno data i gruppi della Lega che hanno votato hanno votato l'opposto". E di Claudio Borghi, che gioisce dei dazi di Trump a Germania e Francia, cosa ne pensa? Foti non si fa meno allegro: "Mi stupisce che le frasi di Borghi, tanto più da un uomo del nord, doveva pensare che le strade del nord hanno legami con la Germania. E incomprensibile festeggiare la disgrazia altrui e non rendersi conto che si festeggia anche la propria". Finiamo parlando di sicurezza, del prossimo decreto, dell'assetto della polizia. Foti pensa che "è importante che la banlieue parigina e che non solo la scuola può essere un argine forte, ma anzitutto le famiglie. Non chiamiamo più baby gang. Sono poco baby e molto gang. Non c'è più l'abbigliamento ideologico e si possa essere impuniti non aiuta". Ministro, che giudizio dà del suo collega Piantedosi? "Che fa il meglio con gli strumenti di cui dispone. Il problema non riguarda solo un ministro ma è culturale". E lo vedremo sulle strade a violenza? "Lo vinceremo con una comunicazione semplice, non urlata ma solo diretta. Guardando la nostra condizione per un giudizio terzo. Solo questo. Non è un referendum sul governo". Concludiamo. A Trump cosa vuole consegnare? "Il Nobel per la Pace o Nobel per la confusione? E se gli consegnassimo il Nobel per la Pace ci sarebbe la confusione?".
Carmelo Caruso
