Rassegna Stampa

In duemila alla centrale aperta Il post-it: 'Arturo torna'

Data: 17/05/2026

Il ministro Foti a Caorso: «Se il disegno di legge delega andrà in porto si potrà riaprire la pagina del nucleare italiano»

«Ritorno al nucleare? Possibile» 

Il ministro Foti in visita alla centrale caorsana ormai dismessa al 50 per cento: «Le catene umane le facevano gli altri, non i caorsani»

«Arturo torna!». È uno dei messaggi lasciati sulla bacheca allestita da Sogin per "catturare" le impressioni dei visitatori che hanno scelto di visitare l'ex centrale elettronucleare di Caorso. Gli altri post-it sono tutti entusiastici: «Strepitoso», «Interessante », «Bellissima iniziativa». Insomma l'esperienza che ogni due anni viene organizzata dall'azienda statale che sta lavorando per smantellare gli impianti italiani, piace. I tre giorni (da venerdì ad oggi) di centrale aperta hanno registrato, sul sito di Caorso, circa 2mila adesioni in tre giorni, tra partecipanti e lista d'attesa. Dall'altra parte però, tra i lavoratori c'è chi vuole portare alla luce quelle che sono le «mancanze» di Sogin, non visibili durante l'iniziativa di successo, ma vissute quotidianamente da una parte di dipendenti che abitano Arturo. Ospite d'eccezione della dormiente centrale di Caorso è stato il ministro Tommaso Foti, che vede possibile, come è ben noto e come ha ribadito anche ieri mattina, valutare un ritorno all'energia nucleare di ultima generazione. «Il futuro di Caorso dipenderà da alcune scelte - dichiara il ministro - che potranno essere fatte sotto il profilo tecnico e la compatibilità degli impianti. Non sono un tecnico ma potrebbe essere che Caorso abbia questa nuova vocazione. La situazione al momento è però quella che abbiamo di fronte». Lasciando intendere che c'è un percorso di dismissione che si sta portando avanti. La posizione del governo Meloni è chiara e «sposa l'idea dell'energia nucleare e il suo utilizzo, senza riserve ». «Non si può dire che il nucleare va bene purché sia fatto a casa del vi-cino, è evidente che è il solito gioco per cui tutto cambia ma nulla cambia. «Il Parlamento - continua Foti sta compiendo un passo importante. Un disegno di legge in materia è già stato affrontato in commissione ambiente e andrà in aula alla Camera e poi al Senato. Se andrà in porto, come noi ci auguriamo nel breve periodo, si potrà dire che si sarà riaperta la pagina del nucleare in Italia». Sarà una pagina compresa e condivisa da caorsani e piacentini? «Penso di poter dire che Caorso - sottolinea Foti - ha sempre dimostrato grande maturità. Venivano a protestare gli altri davanti a questa centrale, non gli abitanti di Caorso e neppure gli abitanti della provincia di Piacenza, salvo una minoranza che aveva le sue ragione. Le catene umane però avevano altre guide, anche di eccellenti pentiti». Ad accompagnare il ministro Foti, il capo sito Alessandro Calamari e l'amministratore delegato di Sogin, Gian Luca Artizzu, che ha fatto il punto della situazione sulle attività di dismissione dell'ex centrale nucleare. «A Caorso siamo oltre al 50 per cento - spiega - più avanti rispetto allo smantellamento di altri siti. Quest'anno affronteremo le gare d'appalto per affidare le operazioni di smantellamento dell'edificio reattore dai componenti interni verso l'esterno. L'investimento fino ad ora affrontato è di circa cinque miliardi di euro. Le operazioni di dismissione termineranno a metà degli anni Trenta con l'impacchettamento dei rifiuti prodotti nei depositi temporanei. La dismissione totale dipenderà dalla costruzione del Deposito nazionale. Sulla base dei nostri piani sarebbe ad inizio degli anni Quaranta, però finche non ci sarà questa infrastruttura le previsioni si dovranno correggere». Infine una considerazione su queste tre giornate di 'open gate' «molto importanti - commenta - perché ci consentono di avvicinare la popolazione al nucleare, di allentare alcune tensioni che a volte si formano causate dalla mancanza di conoscenza. Dimostriamo con che precisione lavoriamo, con quale livello di dettaglio e professionalità. Serve alla cultura scientifica del Paese che più cresce e più si avvicina a tecnologie complesse come il nucleare».

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