Rassegna Stampa

Nato fortunato ho regalato un po' d'Africa alla citta'

Data: 13/05/2026

IL COMMENTO

BRUNO GIGLIO 

Il successo non è definitivo, è vero, ma tutte le persone che ogni giorno salgono le scale di Palazzo Gotico e che ringrazio, così come ringrazio monsignor Vescovo Adriano, il ministro Tommaso Foti e il presidente della Fondazione di Piacenza e vigevano, Roberto Reggi e in particolare il ministro della Cultura Alessandro Giuli, mi fanno capire che la bellezza dell'arte risiede nella sua capacità di emozionare e trasformare la percezione del mondo; quindi l'arte – come diceva Picasso – scuote l'anima dalla polvere accumulata nella vita di tutti i giorni e queste opere mi regalano, ogni volta che le osservo, uno straordinario stato di grazia. Credo comunque che la mostra, in via di conclusione, abbia due valenze ricche di significato. La prima di carattere strettamente artistico: una cultura molto diversa dalla nostra che denota come l'arte sia espressione universale delle diversità, del disagio che vivono di giorno in giorno i popoli africani e come un dipinto o una scultura, possano rappresentare attimi di vita, emblematici momenti di riscatto dinanzi a tante esistenze gonfie di povertà ancestrale che invogliano il loro migrare verso i Paesi europei (Italia in primis). Questa mostra rappresenta dunque, con le opere dei tanti artisti esposti che insieme a mio figlio ho collezionato per circa vent'anni, un modo di far conoscere alla nostra comunità un mondo, un'espressione artistica che diversamente sarebbe rimasta nascosta ai più, e l'afflusso di un enorme numero di visitatori è la conferma che di questa iniziativa avevamo bisogno per scoprire un mondo tanto lontano ma altrettanto vicino. Come seconda caratteristica "Sguardi sull'Africa" ha anche una valenza sociale: diversi sono stati gli africani residenti a Piacenza che hanno fatto visita a questa mostra e ciò mi ha inorgoglito. Dunque, "Sguardi" sul sociale, su un sistema, il nostro, che presenta diverse crepe e le guerre che stanno esplodendo in tante realtà del mondo con particolare riferimento al Medio Oriente, ne sono un esempio. Sguardi sull'Africa che sono poi sguardi sul mondo, su ciò che stiamo attraversando, sui cambiamenti epocali in atto, di cui sono evidente espressione diretta le opere esposte. Ciò che mi ha particolarmente soddisfatto dandomi frammenti di felicità, sono stati anche i laboratori didattici per i bambini e per i ragazzi che continuano a susseguirsi di giorno in giorno a Palazzo Gotico; classi in cui le presenze multietniche sono una realtà di fatto e trovano una coesione e una coesistenza positiva e propositiva proprio "giocando" con i dipinti e le sculture attraverso la realizzazione di maschere e di oggetti. Inoltre voglio sottolineare anche la presenza di giovani diversamente abili, che hanno accolto con piacere la possibilità di visitare questa collezione che, mi auguro, sia di interesse non solo per il valore intrinseco delle opere, ma anche per il significato che esse esprimono. Tutto ciò mi ha fatto capire che dietro alle opere d'arte c'è un mondo, un universo da scoprire. E non è poco, tutt'altro. Grazie di cuore.

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