Numero: Seduta n. 687
Soggetto: Camera dei Deputati
PRESIDENTE
PRESIDENTE. La deputata Ambrosi ha facoltà di illustrare l'interrogazione Bignami ed altri n. 3-02777 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmataria.
ALESSIA AMBROSI (FDI)
ALESSIA AMBROSI (FDI). Grazie, Presidente. Ministro Foti, per quanto riguarda la richiesta della decima rata del PNRR, a metà giugno è stata presentata a Bruxelles una proposta di revisione. Al 90 per cento si tratta di aspetti meramente tecnici, sui quali è in corso un confronto con la Commissione europea, che, una volta concluse tutte le procedure, avrà effetti immediati. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che volge al termine, ha costituito un'opportunità difficilmente ripetibile, viste le condizioni particolari in cui è nato, per il rilancio economico post-pandemia.
È stata anche una delle sfide amministrative più impegnative che i nostri comuni e le nostre regioni hanno dovuto affrontare in questi ultimi anni. Il Governo Meloni si è notevolmente contraddistinto e ha conseguito risultati importanti, sia dal punto di vista degli investimenti, sia su quello delle riforme. In particolar modo, la riduzione dei tempi di pagamento della pubblica amministrazione ha consentito anche la chiusura di una procedura di infrazione aperta da più di 10 anni.
Quindi, Ministro, alla luce del confronto in corso con la Commissione europea, può aggiornare l'Aula sullo stato dell'iter e dirci se il Governo ritiene che l'Italia sia nelle condizioni di centrare questo ulteriore e fondamentale traguardo, assicurando al nostro Paese, alla nostra Nazione, l'erogazione di 28,4 miliardi di euro, previsti entro il 31 dicembre 2026?
PRESIDENTE
PRESIDENTE. Il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, ha facoltà di rispondere.
TOMMASO FOTI - MINISTRO
TOMMASO FOTI, Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Grazie, onorevole Ambrosi. Il ringraziamento che faccio a lei lo faccio anche al gruppo di Fratelli d'Italia, perché permette di illustrare alcune situazioni di questi giorni. Innanzitutto, noi abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi della nona rata e il 3 giugno sono stati liquidati i miliardi relativi alla stessa. Ad oggi abbiamo incassato 166 miliardi, che sono l'85 per cento della dotazione dell'intero Piano. Non lo dico io, lo dicono altri, dal Fondo monetario internazionale all'OCSE, passando per le agenzie di rating, passando per la Banca centrale europea e, per finire, per il vicedirettore generale ECOFIN Costello.
Noi abbiamo avuto sicuramente la considerazione di avere messo in campo il Piano nazionale di ripresa e resilienza più resiliente e migliore di tutta l'Europa; mi spiace per gli altri, ma è così. Dopodiché mi consenta anche di dirle alcune cose. Noi abbiamo sicuramente degli obiettivi da raggiungere, che sono obiettivi non solo quantitativi, ma anche qualitativi, a partire da quello delle riforme. Vorrei ricordare qui una delle riforme che anche ieri Il Sole 24 Ore ha annotato con grande evidenza, quella dell'abbassamento dei ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione: siamo passati dai 200 giorni dell'anno 2020 ad un range tra 18 e 34 giorni che oggi vedono i pagamenti della pubblica amministrazione.
Ma lei chiedeva anche, ovviamente, di sapere come possiamo cercare di chiudere questa partita nel migliore dei modi. Allora, confermo che al 30 giugno 2026 sono stati rendicontati alla Commissione già 70 dei 159 obiettivi che dobbiamo raggiungere entro il 31 agosto, poi dirò le date e lo scadenzario più dettagliatamente. Si tratta di investimenti sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione centrale, il raggiungimento del programma GOL per quanto riguarda il mondo del lavoro, l'acquisto di grandi apparecchiature e il contratto di finanziamento e di rafforzamento delle filiere agroalimentari.
Ma lei ricorderà, come ricorderanno molti in quest'Aula, tutte le polemiche relative alle case di comunità. Udite udite, al 30 giugno 2026 ci sono 1.156 case di comunità attive, a fronte della previsione del Piano che voleva il raggiungimento di 1.038 case di comunità. Abbiamo realizzato 48 sistemi idrici e 79 interventi, a fronte dei 45 sistemi idrici che dovevano essere realizzati entro il 30 giugno. Abbiamo completato 1.633 su 1.666 interventi per quanto riguarda la riduzione del rischio idrogeologico.
Abbiamo riqualificato ed efficientato una situazione, per quanto riguarda gli edifici giudiziari sotto il profilo energetico, pari a 374.000 metri quadrati, a fronte dei 289.000 metri quadrati previsti. Di fronte a questi dati lei mi chiede cosa succederà. Non sono il mago Otelma, ma sono certo...
PRESIDENTE
PRESIDENTE. Ministro, la faccio concludere. Prego.
TOMMASO FOTI - MINISTRO
TOMMASO FOTI, Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Non sono il mago Otelma, dicevo, e quindi in questo momento non posso prevedere come finirà, ma posso assicurare che l'Italia raggiungerà anche gli obiettivi della decima rata, e quindi avremo liquidato 194,4 miliardi su 194,4 miliardi previsti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
PRESIDENTE
PRESIDENTE. La ringrazio, Ministro Foti. Mi dispiace per l'inconveniente, ma a volte il touch fa le bizze. Il deputato Antonio Giordano, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.
ANTONIO GIORDANO (FDI)
ANTONIO GIORDANO (FDI). Grazie signor Presidente, grazie signor Ministro. Signor Ministro, è sempre un piacere vedere una risposta così puntuale e con dei dati così oggettivi. Qualche volta, per fortuna non con questo Governo, ci è capitato di assistere a delle esposizioni di principi invece che ad esposizioni di dati, e quindi di questo gliene siamo grati. E devo dire che gliene siamo grati anche per continuità del Dicastero, perché chi l'ha preceduta faceva esattamente la stessa cosa: partecipava a tutte le sedute di Commissione, partecipava ogni volta in Aula, dall'inizio alla fine, a tutti i provvedimenti.
Quindi, questo è uno stile che veramente contraddistingue i Ministri per gli Affari europei. Un momento solo di chiarimento: ci dimentichiamo sempre da dove siamo partiti. Noi siamo partiti da un prestito, che avremmo ricevuto comunque, perché era dovuto alle condizioni disastrose nelle quali versava il nostro Paese, a fronte del quale sono state presentate delle documentazioni che, a posteriori, sono state dichiarate completamente insufficienti, senza alcun impatto di risultato sul territorio e senza alcuna verifica, se noi avessimo le strutture per farlo.
Il Ministro Fitto ha costituito la cabina di regia, ha messo in sicurezza il Piano e ha rinegoziato degli obiettivi che non avremmo mai potuto raggiungere; lei ha immediatamente preso le redini di una carrozza bella complicata e ha garantito continuità nella fase di attuazione, con un rapporto con la Commissione che è stato veramente, direi, un rapporto senza intoppi. Ora, noi dobbiamo avere chiaro che la relazione con Bruxelles non è una relazione semplice, perché Bruxelles esprime la peggiore burocrazia che possiamo immaginare dal punto di vista del modo di considerare le cose, ma è anche la migliore dal punto di vista specifico.
E, quindi, siamo sicuri che tutti i documenti che lei ha presentato e tutti i soldi che sono stati erogati sono tutti motivati dall'inizio alla fine. Così è stato e così continuerà ad essere in futuro. Noi le siamo veramente grati per questo lavoro (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
